Arredare casa, che passione!

Pubblicato il 22 Gennaio 2012 da simonamo65.
Categorie: Arredamento, Casa.

Arredare casa, che passione!

Per arredare la casa sono necessari, di sicuro, gusto e funzionalità. A venire incontro a questi imperativi, fortunatamente ci sono oggi in commercio complementi d’arredo ed accessori che abbinano all’estetica caratteristiche come praticità d’uso, maneggiabilità e materiali resistenti. Soprattutto in città, le famiglie molto numerose, così come pure i single, vivono in spazi ristretti e il segreto è scegliere arredi salva-spazio ed intelligenti.

Un tavolo allungabile, ad esempio, è un complemento molto versatile che può essere esteso all’occorrenza, soltanto quando si ha necessità di spazio supplementare. La collezione di Giardino Arredo Casa propone il modello Iris che attraverso comode allunghe amplia la superficie del tavolo, permettendo di avere a disposizione più spazio per parenti ed amici con un veloce e semplice gesto. Da chiuso, il tavolo non ingombra la stanza lasciano spazio per le altre attività. A questo è possibile abbinare delle sedie come il modello Mary, sedie in pelle che si adattano ad ogni tipo di stile, da quello più classico a quello contemporaneo. La pelle è un materiale riproposto negli ultimi anni da numerosi designer d’interni perché molto elegante e conferisce agli spazi domestici un tocco di grande pregio. Da non sottovalutare poi il fatto che sia un materiale anche molto facile da pulire.

Restando in tema di praticità, un’altra soluzione salva-spazio è il divano letto che permette di avere qualche posto in più per la notte anche se non si dispone di una vera e propria stanza per agli ospiti. Questo arredo si adatta a diversi ambienti: salotto, studio, camera dei ragazzi e cucina, servendo sia da divano sia da letto grazie alla presenza al suo interno di un comodo materasso. Croma e Onda, due modelli in vendita su giardinoarredocasa.it rispondono a queste esigenze di spazio e stile. I due modelli, disponibili nelle tre dimensioni piccolo, medio e grande, sono proposti in cotone e microfibra in una collezione di numerosi colori.

E il giardino? Anche questo tipo di arredo ha bisogno di attenzione ai dettagli. Uno dei complementi outdoor più richiesti è il salotto da giardino poiché consente di portare all’aria aperta il comfort e lo stile di un salotto domestico. Divano a uno o due posti, poltrone e tavolino basso compongono set da giardino perfetti per vivere a pieno lo spazio esterno.

GiardinoArredoCasa,  anche in questo caso, propone diverse  soluzioni che si adattano alle differenti esigenze di spazio e stile Questi mobili da giardino sono ovviamente composti in materiali adatti a resistere all’azione degli agenti atmosferici.

Divani letto, comodi e salvaspazio

Pubblicato il 7 Dicembre 2011 da simonamo65.
Categorie: Arredamento.

Divani letto, comodi e salvaspazio

Per piccoli spazi, ecco grandi soluzioni! Parliamo infatti dei divani letto, soluzioni per sfruttare ogni centimetro disponibile, con un tocco di “magia” e ingegno. Ideali soprattutto per monolocali ma anche per camerette, il divano letto risulta essere estremamente pratico ed assicura benessere e riposo grazie anche a speciali modelli con doghe regolabili.

Bastano pochi movimenti perchè un divano letto si possa trasformare in un vero e proprio letto matrimoniale, dove il cuscino della seduta e della spalliera restano fissati alla struttura anche a meccanismo aperto. Oppure la scelta puo’ ricadere su un divano letto con letto estraibile, dove l’ingombro totale non supera i 2 metri. In questo caso la parola d’ordine è evitare la banalità dove spesso un gusto tradizionale puo’ acquistare carattere con scelte di qualità, puntando su materiali e design. Una soluzione classica pero’ con brio, per movimentare, ad esempio una stanza rettangolare con colore ed estro. Per questo è bene prendere in considerazione vari modelli di divano letto, anche con struttura perimetrale in tubolare di acciaio inox satinato e con una testata curva impiallicciata. Bello, essenziale ed elegante. Sempre di moda anche i divani letto imbottiti con rivestimento in tessuto completamente sfoderabile o pelle. Ai divani letto si accompagnano oggi i trasformabili, dove le testate/schienali sono mobili e scorrono su un binario lungo il perimetro, così il letto puo’ trasformarsi anche in sofà. Decisamente scenografici invece i divani letto in finitura capitonnè sfoderabile, dove il pino di riposo è disponibile nelle  versioni a doghe o addirittura presente modelli con base contenitore salvaspazio. Per tutti coloro che amano i classici, non puo’ certo mancare un divano letto dove il calore e l’eleganza del legno sottolineano e creano la scelta di classe.

Oggi dormire su di un divano letto diventa sempre piu’ una scelta, piu’ che un’esigenza, visto che la comodità equivale a quella di normale letto singolo o matrimoniale!

Divani Modello Chester scegli la produzione artigianale

Pubblicato il 17 Maggio 2011 da simonamo65.
Categorie: Arredamento.

La tendenza di molti interior design è quello di andare alla ricerca di nuove idee emozionanti per arredare la casa in maniera originale. Ma ogni anno, pur cercando sempre nuove ispirazioni, il divano Chester rimane incontrastato, uno dei particolari più importanti dei salotti eleganti.

Divano Chester

Divano Chester

Se sei alla ricerca di un ottimo rapporto qualità prezzo, per un divano chester completamente fatto a mano da abili artigiani toscani, sul sito poltrona-relax.it è stata creata una pagina esclusiva per il divani chester.

L’azienda produttrice ha una lunga e orgogliosa storia di artigiani toscani, specializzati nella creazione di divani e poltrone.
La lavorazione tradizionale, unita con l’ottima qualità del materiale utilizzato, rendono il divano un pezzo unico e prezioso.

Sono a disposizione del cliente, una vasta scelta di colori, perfetti per ogni tipo di arredamento.
La grandezza può variare in relazione alle esigenze del cliente

Pelli pregiate dalla bellezza e qualità esclusiva, fanno da cornice al  lungo processo di lavorazione e rifinitura, per un prodotto di grande effetto.

Per maggiori informazioni: http://www.poltrona-relax.it/divani-chester.html

Telefono: 346 66.04.285

Montascale per disabili in casa privata

Pubblicato il 3 Febbraio 2011 da simonamo65.
Categorie: Arredamento.

Scegliere un montascale per disabili richiede la necessità di avere due tipi di informazioni: una legata alla disabilità della persona, l’altra legata alla disposizione della casa. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

La scelta dell’arredamento in una casa dove è presente una persona anziana o una persona disabile, implica necessariamente la presenza di ausili per disabili necessari per eliminare le inevitabili barriere architettoniche presenti in ogni casa.

In particolare se in una casa sono presenti scale interne o esterne, è fondamentale prevedere un montascale in grado di aiutare a salire e scendere le scale in totale autonomia e sicurezza.

Il sito www.ausili-per-disabili.it ha fatto un elenco di tipologie di montascale per disabili adatte per tutti i tipi di esigenze.

Montascale con poltroncina

Montascale con poltroncina

Una tipologia di montascale per disabili molto usati sono i montascale con poltroncina, ideale per un anziano che ha difficoltà a camminare (non indicati per coloro che usano una sedia a rotelle o una carrozzella).

I montascale con poltroncina hanno un design molto curato e si integreranno perfettamente al design della vostra casa.

Hanno bisogno di una scala ampia, anche se, quando non in uso, hanno la possibilità di essere chiusi in se stessi, prendendo pochissimi centimetri di spazio.

Sono  molto facile da usare e sono sempre a disposizione con la semplice pressione di un pulsante.

Per maggiori informazioni: www.ausili-per-disabili.it
Telefono: 345 4490713

Costi della mano d’opera per il 55% di detrazione

Pubblicato il 2 Dicembre 2010 da simonamo65.
Categorie: Casa.

La Circolare n. 36/2007 ha di fatto esteso anche al 55% l’obbligo di specificare in fattura i costi della mano d’opera, pena la perdita delle agevolazioni. Resta comunque una disposizione non applicabile se a eseguire le opere è un artigiano che lavora in proprio, fatto però abbastanza raro per questo tipo di interventi.
Documenti da conservare
Vanno infine conservati, ed esibiti a richiesta, oltre all’asseverazione del tecnico, le fatture o le ricevute fiscali, la ricevuta telematica o postale della raccomandata all’Enea, la copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese (per i condomini) e la dichiarazione del possessore di consenso all’esecuzione dei lavori, nel caso degli inquilini in affitto o per chi gode di un comodato sull’immobile. I termini da conoscere per eseguire interventi con etti sugli edifici esistenti ai fini della detrazione del 55%

Mettetevi comodi: luce nel soggiorno

Pubblicato il 25 Novembre 2010 da simonamo65.
Categorie: Casa.

Cambia la zona del soggiorno e muta anche l’esigenza di far luce. Se l’illuminazione generale è risolta con un bel lampadario, non importa se in posizione centrale o decentrata rispetto al soffitto, dove ci sono poltrone e divani occorre un altro tipo di lampade. E di luce. Per creare una bella atmosfera, piantane e lampade da terra in genere sono l’ideale; ma un “oggetto luminoso”, dal carattere deciso e personale, può fare bella mostra di sé su tavoli e tavolini.

Ma, al di là delle questioni di gusto, è comunque importante scegliere i prodotti in base alle reali esigenze di illuminazione. Il soggiorno, con il passare delle ore “si trasforma”: quello che è stato per una intera giornata la “palestra” delle diverse attività domestiche, diventa alla sera il “palcoscenico” di un ritrovo conviviale e la giusta illuminazione è fondamentale: una piantana alogena, magari con un “dimmer” in grado di regolare la potenza della luce emessa, può illuminare un intero locale soggiorno con una bella luce riflessa; un modello con diffusore opalino, offrirà una luce diffusa certamente più d’atmosfera.

Mobili del soggiorno: da 200 a 300cm: una parete bene attrezzata

Pubblicato il 15 Novembre 2010 da simonamo65.
Categorie: Arredamento.

Dalle boiserie con mensole e pensili alle strutture con montanti in metallo e ripiani, le soluzioni per arredare in modo completo il soggiorno. E non possono mancare spazi specifici per sistemare tv, dvd e hi-fi.
I mobili più attuali per arredare la zona giorno mantengono la loro tradizionale funzione di contenere libri o servizi di piatti e bicchieri. Ma spesso offrono anche soluzioni. ad hoc per ospitare impianti audiovideo, dai più completi home theatre ai nuovi televisori digitali.

E per rispondere a ogni tipo di esigenza ci sono i programmi componibili, che consentono di ottenere realizzazioni praticamente su misura. Con i sistemi modulari si possono decidere non solo le dimensioni della composizione ma anche la disposizione dei diversi elementi. Privilegiando ad esempio cassetti o vani chiusi se si vuole più spazio per contenere, oppure scegliendo mensole e ripiani a giorno se preferisce lasciare tutto a vista

Materiali e finiture
Legno, non solo massello
Per la realizzazione di programmi e sistemi per il soggiorno, si usano prevalentemente diversi tipi di pannelli di legno, da quelli in listellare all’Mdf, tutti materiali caratterizzati da alta resistenza e buona lavorabilità. Possono essere rifiniti in modo diverso, dall’impiallacciatura in essenza alla laccatura lucida od opaca, spesso trattata antigraffio.

Metallo per alcune parti
Usato per le strutture con montanti, assicura solidità e durata nel tempo al mobile, anche quando gli elementi hanno sezione ridotta. L’ideale è l’alluminio, visivamente leggero ma in grado di sostenere anche carichi notevoli. Spesso viene utilizzato anche l’acciaio, che può avere finitura cromata, satinata oppure verniciata.

Vetro per ante o mensole
Per motivi di sicurezza deve essere temperato: in caso di rottura, infatti, si frantuma in minuscoli pezzi, riducendo il rischio di tagliarsi. Le finiture sono molteplici, dalla laccatura alla satinatura. Si possono usare anche vetri opalini, piuttosto opachi, oppure sublimati, caratterizzati da colorazioni simili a quelle tipiche della laccatura, ma più trasparenti.

Resine & C.
Per il rivestimento di finitura di alcuni pannelli legnosi sono molto usati laminato e melamminico, che hanno una resa estetica simile a quella dell’impiallacciatura in essenza o della laccatura. Al posto del vetro si utilizzano anche i policarbonati, resistenti, flessibili e facilmente lavorabili e colorabili con tinte brillanti.
A garanzia di stabilità e sicurezza, il fissaggio a parete viene effettuato grazie a elementi in metallo, detti anche “attaccaglie”, che rimangono nascosti in appositi incavi presenti dietro lo schienale.
Questo sistema viene utilizzato per l’aggancio dei pensili alla parete sia alla boiserie stessa. Una delle tendenze attuali è quella di accostare materiali diversi, come metallo e legno, o finiture differenti, alternando superfici lucide e opache. Per valorizzare una composizione a giorno e senza schienale, la parete di fondo può essere rivestita con pannelli di legno oppure tinteggiata in un colore diverso.

Varietà di forme
Per le pareti attrezzate si possono scegliere vari tipi di soluzioni, tenendo conto non solo della spazio a disposizione ma anche dell’impatto visivo che la composizione ha all’interno della stanza. Tradizionali sono i programmi a spalla con fianchi e ripiani, oppure con basi accostate a colonne laterali. Ci sono poi sistemi costituiti da montanti verticali in metallo e da mensole: possono essere agganciati a parete oppure a soffitto e pavimento. Visivamente piuttosto leggeri, sono invece indicati anche per contenere molti libri.

Misure che si adattano a diverse esigenze
Le pareti attrezzate hanno spesso larghezze modulari per cui possono essere facilmente adattate a pareti di dimensioni diverse, così come è possibile personalizzare l’altezza. Per quanto riguarda l’altezza dei ripiani, se la composizione è a montanti, si può regolare con appositi sostegni che si spostano sui montanti stessi. Nei programmi a spalla, spesso vi è una distanza prefissata per sistemare i piani, alcuni dei quali possono essere fissi. In altri casi, in prossimità di altezze stabilite, vi possono . essere tre fori in modo da garantire maggiore flessibilità. La profondità varia a seconda dei moduli: i contenitori bassi misurano solitamente 60 cm, mentre i pensili variano tra i 36 e i 38 cm. In ogni caso, con i video di ultima generazione, spessi anche meno di 8 cm, non è necessario prevedere sostegni di grande profondità. Se, oltre che per la tv, si vuole sfruttare la parte attrezzata anche per i libri, occorre tenere conto della lunghezza delle mensole. Se i volumi sono tanti, non dovrebbe superare i 60 cm.

MENU IN PIATTO UNICO (dosi per quattro persone)

Pubblicato il 11 Novembre 2010 da simonamo65.
Categorie: Ricette cucina.

Riso alla campagnola

Ingredienti:

quattro etti di riso, mezzo chilo di pomodori maturi, una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla, un litro scarso di brodo, un bicchiere di vino rosso, una cucchiaiata di burro, quattro cucchiaiate d’olio, sale, pepe.

Il tempo necessario: circa mezz’ora

Far dorare nell’olio il sedano, la carota e la cipolla tritati. Unire il riso e farlo insaporire. Versare il vino, farlo evaporare, unire i pomodori tagliati a pezzi e sbucciati (per fare questa operazione, immergerli prima per un attimo in acqua bollente). Mescolare bene e cuocere versando poco per volta il brodo caldo e rimescolando spesso. Qualche minuto prima del termine della cottura assaggiare, aggiustare di sale e pepare. Dopo un quarto d’ora unire il burro, spegnere il fuoco, chiudere il recipiente con un coperchio, lasciar riposare per un paio di minuti, quindi mettere il riso su un piatto da portata, accomodarvi sopra le costolette, che si saranno preparate in tempo utile (vedere ricetta seguente), versarvi sopra il sughetto formatosi nei cartocci e servire. Accompagnare con Grignolino o Clastidio Rosso o Santa Maddalena.

Costolette in cartoccio

Ingredienti:
quattro costolette di vitello, due fette di prosciutto cotto, due sottilette di formaggio, una cucchiaiata di funghi secchi, un cucchiaino di maggiorana, quattro cucchiaiate di vino rosso, una noce di burro, sale, pepe.

II tempo necessario: circa un’ora e un quarto

Mettere le costolette su quattro fogli di carta d’alluminio unti di burro. Posare su ogni costoletta mezza fetta di prosciutto e mezza sottiletta. Salare, pepare, versare su ciascuna una cucchiaiata di vino e cospargere il tutto con la maggiorana e i funghi, precedentemente ammollati in acqua tiepida e tritati. Chiudere bene i fogli, arricciandone le estremità, e mettere i cartocci ottenuti sulla placca del forno, a temperatura moderata, per circa un’ora. Accompagnare con Grignolino o Clastidio Rosso o Santa Maddalena.

Insalata provenzale

Ingredienti:
quattro pomodori non troppo maturi, quattro patate,quattro olive verdi, quattro olive nere, una cipolla non troppo grossa, un cetriolo, quattro filetti di acciuga, due filetti d’aringa affumicata, una cucchiaiata di senape francese, mezzo bicchiere d’olio d’oliva, due cucchiaiate di aceto, sale, pepe.

Il tempo necessario: circa tre quarti d’ora

Lavare le patate, lessarle con la buccia, lasciarle un poco raffreddare, sbucciarle e tagliarle a dadini. Tagliare a fette i pomodori e metterli su un piatto. Tagliare a fette la cipolla nel senso della larghezza e staccare gli anelli. Tagliare a pezzetti anche le acciughe e e aringhe.
Affettare il cetriolo, salario e lasciarlo scolare per un poco su in piano inclinato o in un colino. Mescolare in un’insalatiera il cetriolo, le acciughe, le aringhe, le olive snocciolate, le patate, l’olio, l’aceto e la senape; salare e pepare. Versare il tutto sui pomodori, guarnire con gli anelli di cipolla e servire.

Sicuro anche il condominio

Pubblicato il 6 Novembre 2010 da simonamo65.
Categorie: Argomenti vari.

Contrariamente a quanto si pensa, l’amministratore non è il solo a doversi occupare dei problemi condominiali. Molti obblighi, infatti, investono i proprietari dello stabile: tra tutti, sono particolarmente insidiosi quelli inerenti la sicurezza del palazzo, dei suoi abitanti e di chi ci lavora che, per motivi di “ordine pubblico”, sono quelli sanzionati in modo più grave in caso di trascuratezza.

Molte delle procedure condominiali competono all’amministratore, altre sono invece delegabili a professionisti o a imprese, ma ciascuna, in un modo o nell’altro, riguarda il condominio che, nella sua veste di committente, deve sempre dimostrare di aver fatto del proprio meglio. Talora, anche quando può provarlo, non si salva dalle conseguenze.

Impianti a norma
Verificare se gli impianti del palazzo sono a norma fa parte dei doveri dell’amministratore che, a questo scopo, talora è costretto a rivolgersi a dei tecnici a spese del condominio. Se però non lo fa sono i proprietari a pagarne poi le conseguenze, ed è anche difficile rivalersi sull’amministratore stesso. Se gli impianti risultano non a norma, una volta portata a conoscenza dell’assemblea la situazione, le scelte dei singoli dovranno limitarsi a valutare diversi preventivi per la messa a norma: se nonostante tutto la maggioranza dei proprietari rifiuta l’adeguamento, chi vorrebbe mettersi in regola ha un solo modo per non essere coinvolto nell’irregolarità: denunciare gli altri
proprietari in Tribunale. Perfino l’amministratore non ha come scusante la mancata volontà di chi lo incarica: l’unica strada per evitare conseguenze è quella di dimettersi.

Le novità previste
La norma fondamentale di cui tenere conto è il Decreto del Ministero dello Sviluppo n. 37 del 22 gennaio 2008. Il nuovo provvedimento, come del resto l’abrogata legge n. 46/1990. non fissa i numerosissimi requisiti necessari per l’adeguamento, che sono stabiliti da apposite norme per ciascun impianto; stabilisce però diverse regole che, per quanto attiene l’ambito del condominio, riguardano ovviamente solo gli impianti comuni. Novità riguardano anche la manutenzione ordinaria, oltre che i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria: devono essere affidati a imprese abilitate con requisiti più stringenti di quelli un tempo in vigore. Il Decreto inoltre obbliga al progetto delle opere, di cui vengono varati due tipi: uno semplificato, che può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice, e uno più complesso, sottoscritto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche. Il secondo, come in passato, è previsto per impianti più importanti (elettrici di potenza oltre i 6 kW, riscaldamento con canne fumarie collettive ramificate, caldaie centralizzate che superano i 50 kW di potenza, impianti antincendio che necessitano, del Cpi, Certificato di prevenzione Incendi, come per esempio i garage oltre i 9 posti auto o i locali che ospitano caldaie centralizzate a metano.

Documentazione da conservare
Il Decreto inoltre vara i nuovi modelli di dichiarazione di conformità degli impianti, rilasciati dall’installatore, che l’amministratore dovrà avere cura di ottenere e conservare, e di cui fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto. Se la dichiarazione di conformità non esiste o non è reperibile, può essere sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le competenze tecniche richieste. Si tratta in sostanza di una perizia sull’impianto esistente che ne attesta, se possibile, la rispondenza alla sicurezza. In caso di nuovi allacciamenti o di incrementi di potenza dell’impianto che prevedano un progetto, a dichiarazione di conformità va spedita entro 30 giorni al distributore o al venditore di energia.

Manutenzione programmata
L’impianto caldaia centralizzato va verificato almeno due volte all’anno, una prima dell’accensione e una alla fine del periodo di riscaldamento. L’esito dei controlli va annotato sul libretto di caldaia, insieme a tutte le caratteristiche di costruzione e di installazione dell’impianto stesso. Il libretto va conservato presso l’amministratore di condominio e va esibito al controlli sul campo che sono organizzati dai Comuni sopra i 40mila abitanti o dalle Province, per i Comuni più piccoli. In genere, in condominio tale incarico è affidato al cosiddetto terzo responsabile dell’impianto calore, cioè una ditta esterna, di cui bisogna essere certi della capacità professionale (deve essere iscritta presso la Camera di commercio per tale specialità). La stessa ditta controlla anche che la caldaia sia accesa solo nei periodi consentiti del giorno e dell’anno (che variano a seconda della zona energetica in cui è situato il palazzo).

L’impianto dell’ascensore
L’assistenza per la manutenzione dell’ascensore da parte di una ditta specializzata, invece è obbligatoria dal 1942. Due volte all’anno è la scadenza minima delle visite di controllo che la ditta deve assicurare. C’è da aggiungere che molte società di servizi mandano i loro tecnici molto più spesso, per esempio una volta ogni due mesi. I normali tempi tecnici per la manutenzione straordinaria sono: 6-7 anni, per la sostituzione delle funi; 10 anni, per la sostituzione delle porte o delle serrature; 10 anni, per la sostituzione dei cavi elettrici. Argani o pulegge di trazione hanno, in condizioni ottimali, una vita assai più lunga e dipendente dalla perfezione dell’apparecchio. Naturalmente una manutenzione ordinaria poco accurata provoca cicli di vita più brevi delle componenti. Responsabile dell’esercizio è invece l’amministratore condominiale o, al massimo, il portiere. È lui ad avere in consegna le chiavi del locale macchine e deve impedire, sotto la sua diretta responsabilità, l’accesso ai non autorizzati (condomini o estranei).

Quali controlli per gli appalti alle imprese
L’articolo 90 del nuovo Decreto sulla sicurezza lavoro (Digs 81/08) pone fine al dibattito su condominio e documento unico di regolarità contributiva (Durc), sancendone senza ambiguità l’obbligo. Bisogna infatti che il committente privato (nel caso del condominio è l’amministratore) verifichi l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria. Questo controllo si considera eseguito con la richiesta all’impresa di quattro documenti: il certificato di Iscrizione alla Camera di commercio; il documento unico di regolarità contributiva; un’autocertificazione rispetto all’idoneità tecnico-professionale (allegato XVII al Digs ), un’altra autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato. Nel caso i lavori da eseguire richiedano una pratica edilizia (per esempio la Dia – Denuncia di inizio attività) tutti questi documenti vanno trasmessi prima dell’inizio dei lavori all’autorità competente, in genere il Comune. Si noti che questi obblighi sono una forma di semplificazione concessa ai lavori privati. La designazione del coordinatore per la progettazione (solitamente denominato coordinatore per la sicurezza, incarico in genere affidato allo stesso direttore dei lavori), è obbligatoria nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese e, per i lavori privati, è necessaria solo per le opere soggette a permesso di costruire. Il testo dell’articolo 90 esclude invece la nomina del coordinatore della progettazione per opere di manutenzione ordinaria, quali ad esempio quelle che normalmente sono affidate alle aziende con dipendenti che si occupano della manutenzione dell’ascensore o ai terzi responsabili dell’impianto calore centralizzato che eseguano anche semplici opere di conservazione della caldaia. Meno certo è se il Durc sia comunque necessario. Lo imporrebbe l’articolo 35, commi 33 e 34, del Decreto legge 223/2006 al momento del pagamento dei corrispettivi, ma con esclusione dei committenti non esercenti attività commerciale. Quindi i condomini non rientrerebbero nel conto. Nell’incertezza, resta prudente che l’amministratore chieda comunque il Durc. Infine va sottolineato che il decreto Economia e Finanze n. 41 del 18/2/1998 afferma che la detrazione del 36% sul recupero (e, per estensione,  quella del 55% sul risparmio energetico ) non è dovuta in caso di violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri, nonché di obbligazioni contributive accertate dagli organi competenti e comunicate alla direzione regionale delle entrate territorialmente competente.

Protezione anche per chi lavora nel condominio
Con le nuove norme sulla sicurezza lavoro (in particolare al comma 9 dell’articolo 3 del Digs 81/08) si vara una sicurezza semplificata per i condomini verso i portieri e, in generale, tutti i loro dipendenti (per esempio, il giardiniere dove c’è). Gli amministratori debbono provvedere affinché ciascun portiere riceva una adeguata informazione su: i rischi per la sicurezza e la salute connessi alle loro mansioni; le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate; i rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, la normativa di sicurezza e le disposizioni condominiali in materia; i pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi; le procedure che
riguardano la lotta antincendio, l’evacuazione e il pronto soccorso. Occorre che tali informazioni, meglio se scritte, siano date con buon senso e siano comprensibili. A differenza di quel che capita per altri dipendenti, non sarebbero necessari la nomina del responsabile per i servizi prevenzione e protezione, la stesura del documento di valutazione dei rischi, la nomina di un medico competente e nemmeno le comunicazioni alle A.s.l; a meno che in un contano di lavoro siano previste tutele più rigide (e, nel più diffuso, quello sottoscritto dalla maggioranza dei proprietari, è proprio così).

Formazione del portiere
Ciascun portiere deve ricevere una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni. La formazione deve essere attuata ogni volta che:
a) il portiere viene assunto;
b) quest’ultimo cambia mansioni;
c) vengono introdotte nuove attrezzature di lavoro, nuove tecnologie, nuove sostanze e preparati pericolosi.
Se non ricorrono queste ultime due ipotesi non c’è obbligo di effettuare la formazione per i portieri assunti prima del 27 novembre 1994. Il corso stesso non deve comportare oneri economici a carico del portiere, che non dovrà pagare nulla. La frequenza dovrà essere svolta in orario di lavoro, oppure pagata a parte, come ore straordinarie. Attualmente non esistono corsi di formazione con preciso riconoscimento istituzionale: basta la frequenza a uno dei tanti corsi organizzati da associazioni di categoria o istituti di formazione.

In caso di pericolo immediato
In genere, ogni decisione in condominio spetta all’assemblea, soprattutto se si tratta di opere di manutenzione straordinaria. Vi è tuttavia un caso in cui l’amministratore non solo può, ma addirittura deve agire senza l’assenso di nessuno: quando è a rischio l’incolumità fisica di qualcuno, che sia o meno un condomino. I casi frequenti sono il possibile distacco di materiali dall’edificio o una fuga di gas. Anche un grave danno alle parti comuni che non comporti un pericolo può richiedere un intervento immediato come la rottura di una tubatura dell’acqua. Sarebbe bene che l’amministratore avvisi poi i consiglieri del condominio e faccia ratificare le scelte a posteriori con una delibera approvata alla prima assemblea convocata.

Le frigocantine: vediamo alcune considerazioni

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 da simonamo65.
Categorie: Casa.

Umidità sotto controllo
È un elemento importante quanto la temperatura, per una corretta conservazione dei vini: il livello ottimale, che è del 65-70% circa, viene raggiunto nei frigocantina attraverso un sistema di ventilazione interno.

Da servire o da invecchiare
Le temperature di degustazione variano a seconda del tipo di vino. Quando si ripongono le bottiglie, bisogna considerare che, se il frigo non è dotato di regolazione elettronica, i ripiani in alto sono più caldi, quelli in basso più freddi. Nei primi vanno quindi sistemati i rossi, negli altri bianchi e gli spumanti.

Lunghe conservazioni
Il discorso è diverso se le bottiglie devono essere conservate nel frigorifero cantina non per pochi giorni o settimane, ma per tempi lunghi, mesi addirittura anni. In questo caso il vano va regolato su temperature più alte e i consumi dell’apparecchio saranno quindi inferiori. I vini rossi si conservano al meglio tra i 10 e 18°C, i rosè tra i 6 e gli 8 °C, i bianchi a 6-12 °C; spumanti, prosecchi e champagne, infine, a 4-8 °C. E’ bene ricordare però che non tutti i vini sono adatti per l’invecchiamento. I novelli, per esempio, vanno bevuti entro pochi mesi dall’imbottigliamento e la maggior parte dei bianchi e dei rosati ha una durata media di 2-3 anni.

Immobili è meglio
Oltre ad avere bisogno di un microclima fresco a umidità controllata, il vino conserva meglio l’aroma e le caratteristiche originali se le bottiglie vengono spostate il meno possibile. Per evitare che ricevano scosse, i compressori dei frigocantina sono quindi progettati per funzionare molto lentamente, senza vibrazioni. Inoltre alcuni apparecchi hanno un allarme acustico che segnala se, per qualche motivo, la temperatura del vano rimane a lungo sopra o sotto i gradi impostati.

L’arte della degustazione
Con i corsi da sommelier, che introducono con gradualità alle tecniche di degustazione degli intenditori, si può imparare a riconoscere e apprezzare i diversi tipi di vino. Ma come assaggiano un vino i veri esperti? Primo elemento da non trascurare è l’ambiente in cui avviene la degustazione: quello ideale deve avere una temperatura intorno ai 20 °C e umidità tra il 65 e l’80%, e deve essere isolato da eventuali odori provenienti dall’esterno. Per non alterare gusto e colore e apprezzare al meglio l’aroma, gli esperti utilizzano bicchieri a calice in vetro sottile, trasparente e non colorato. La valutazione complessiva di un vino chiama in causa diversi sensi: sono infatti previsti tre tipi di esami, visivo, olfattivo e gustativo. Il primo considera la limpidezza, la trasparenza, il colore e la fluidità della bevanda e, nel caso di vini frizzanti, anche l’effervescenza. II secondo esame valuta l’insieme delle percezioni olfattive, cioè il bouquet del vino, evidenziandone intensità, qualità e complessità. L’ultimo, l’esame gustativo, serve per riconoscere alcolicità della bevanda, acidità, presenza di zuccheri, sapidità e morbidezza. Quest’ultima è una sensazione gustativa derivante dalla combinazione della dolcezza del vino e della sua pastosità.

Massima efficienza
Gli apparecchi più recenti necessitano di una manutenzione minima: nella maggior parte dei casi sono dotati di sistema di sbrinamento automatico che, come nei frigoriferi tradizionali, entra in funzione quando si forma condensa all’interno, sciogliendo il ghiaccio depositato sulle pareti e raccogliendo l’acqua in un vassoio. La qualità dell’aria all’interno del vano è assicurata da un filtro
ai carboni attivi.